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Abbassato il limite dei contanti: ecco cosa si può continuare a pagare cash

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La Legge Stabilità ha introdotto nuovi limiti di pagamento in contanti affermando che dal primo luglio 2020 si possono effettuare pagamenti in contanti fino all’importo di € 1.999,99, limite che sarà ulteriormente abbassato a 1000 euro da gennaio 2022. Ci sono però alcune eccezioni, vediamole insieme.

L’introduzione dei limiti di pagamento in contanti è finalizzata in primo luogo a contrastare l’evasione fiscale in quanto il contante è il metodo di pagamento per eccellenza idoneo a sfuggire ai controlli, in secondo luogo a ridurre il fenomeno del lavoro nero e infine questa soglia-limite è collegata alla legge antiriciclaggio, la quale lotta da molto tempo contro il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento al terrorismo.

Per questo motivo l’art. 49 della sopracitata Legge stabilisce che è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a € 2.000,00 specificando che per pagamenti di importo pari o superiore a € 2.000,00 sarà obbligatorio utilizzare assegni, bonifici bancari o monete elettroniche.

Il limite descritto deve essere rispettato anche nel caso di prestiti o donazioni per permettere al Fisco di controllare per quali motivi cifre elevate di denaro vengano trasferite da un soggetto ad un altro.

Attenzione: Il limite dei € 2.000,00 vale anche nel caso in cui l’importo venga frazionato in più tranches, anche se in questo caso la legge prevede alcune eccezioni:

- La prima riguarda quei casi in cui si applica il pagamento dilazionato dell’importo complessivo;

- Il secondo invece riguarda quei casi in cui le parti si accordano per il pagamento rateale dell’importo complessivo

Questi due casi si riferiscono a condizioni già previste dal contratto; come potrebbe essere l'acquisto di una cucina o le spese per cure dal dentista. In questi casi le due parti si accordano già in precedenza sull escadenze dei pagamenti, dividendo solitamente una parte alla firma del contratto e il resto solitamente in base all'avanzamento dei lavori'.

Diverso è l'esempio del cliente che si reca in gioielleria o in un negozio di lusso per acquistare un oggetto da 3000 euro; in nessun caso potrà pagare in 3 tranche da 1000 euro.

Il contraente che viola le disposizioni menzionate fino alla soglia limite di 250 mila euro è soggetto alla sanzione minima di € 2.000,00 e massima di € 5.000,00. Se invece l’utilizzo del contante supera i 250 mila euro la sanzione varia da un minimo di € 15.000,00 ad un massimo di € 250.000,00.

Il professionista che viola le disposizioni menzionate fino alla soglia limite di 250 mila euro è soggetto alla sanzione minima che varia da € 3.000,00 a € 15.000,00, mentre nel caso in cui il professionista che non segnala la violazione la sanzione resta invariata.

Diverso è il discorso per i versamenti o prelievi in contanti dal proprio conto corrente; pur non essendoci sanzioni dirette la banca potrebbe segnalare operazioni sospette o anomale che superino la soglia di prelievo di 1000 euro giornalieri o 5000 euro mensili; in tal caso potrebbero scattare controlli da parte dell'amministrazione finanziara che chiederà spiegazioni in merito a tali movimenti di denaro contante
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