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Nuovi parametri per il default bancario

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Persone fisiche, professionisti e imprese debitrici nei confronti delle banche saranno soggette a nuove regole a partire dal giugno del prossimo anno, momento in cui verranno effettivamente introdotte le modifiche apportate dal regolamento UE 171.


Infatti il Regolamento Delegato UE numero 171 aveva introdotto, a far data dal 2018, delle disposizioni da applicare specificamente ai cosiddetti debitori  in default, cioè quei soggetti che versano in uno stato di inadempienza di un'obbligazione verso una banca.

Tale fonte normativa, che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1 gennaio del 2021, inizierà a produrre i propri effetti solamente a partire del 30 giugno dell'anno prossimo, in quanto la Legge di Bilancio 2021 ha garantito la moratoria per le imprese.

In applicazione del suddetto Regolamento, si verificherà un'automatica segnalazione alla Centrale dei Rischi (CR), gestita dalla Banca d'Italia, che consiste in una base dati sui debiti di qualunque soggetto nei confronti del sistema bancario e finanziario.

In particolare la segnalazione riguarderà le imprese che presentano, per oltre 90 giorni consecutivi, degli arretrati di pagamento sulle esposizioni che esse hanno nei confronti della propria banca. Le norme prevedono che tali arretrati di pagamento debbano essere di particolare rilievo, secondo alcuni indici, che tengono conto sia del quantum da saldare, che del rapporto percentuale tra l'inadempimento e il totale del debito.

In particolare, il cliente è inadempiente se l'importo in arretrato da oltre 90 giorni risulti:

- per privati, professionisti e le imprese piccole e medie con fatturato inferiore a 5 milioni, superiore a 100,00€ e superiore all'1% del totale delle esposizioni verso la banca;
- per le altre imprese, superiore a 500,00€ e superiore all'1% del totale delle esposizioni verso a banca.

Le disposizioni sono particolarmente stringenti in quanto non ammettono alcuna compensazione dello sconfinamento con altri margini disponibili su ulteriori linee di credito, diverse da quelle dove esso è presente.

Addirittura, l'esposizione dell'impresa che versa in stato debitorio, anche se in relazione a un solo finanziamento, comporta il passagio in default di tutte le sue esposizioni nei confronti della banca.

Inoltre, una tale situazione potrebbe produrre delle ripercussioni negative sulle altre imprese collegate economicamente alla debitrice, le quali risultino esposte nei confronti del medesimo intermediario finanziario.

Le segnalazioni delle imprese in stato di default legittimeranno gli istituti di credito ad instaurare le dovute azioni a tutela dei propri crediti, pertanto l'ABI, l'Associazione Bancaria Italiana, sottolinea che per le imprese sia "fondamentale conoscere le nuove regole e rispettare con puntualità le scadenze di pagamento previste contrattualmente, per non risultare in arretrato nel pagamenti dei debiti bancari, anche per importi modesti".

Inoltre, le imprese avranno l'onere di monitorare costantemente la propria posizione in Centrale dei Rischi, servendosi eventualmente dell'assistenza di un professionista; tuttavia, in considerazione della crisi economica in corso, tale meccanismo strangolerebbe ulteriormente il sistema.

Per tali motivi sono state rivolte sollecitazioni al Governo per trovare soluzioni europee, tali da non vanificare la proroga della moratoria finalizzata specificamente ad alleviare la grave situazione finanziaria.

Per approfondire leggi anche:

Quando gli interessi di mora diventano usura?

Stop ai pignoramenti sulla prima casa da parte della banca: c'è il decreto

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