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L'uso del cellulare in classe

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Vista la sempre maggiore diffusione dei dispositivi elettronici, anche nelle fasce d'età più giovani, il Ministero dell'Istruzione ha da diverso tempo emesso alcune circolari utili a regolamentare l'utilizzo corretto di smartphone e cellulare a scuola durante le ore di lezioni e in classe.
Al riguardo, in una circolare del 15 marzo 2007, la n. 30, il M.I.U.R. stabiliva alcune linee guida e indicazioni in merito all'uso degli smartphone in classe, nonché alla possibilità di irrogare sanzioni disciplinari nei confronti degli studenti poco disciplinati.


Nella stessa circolare veniva infatti stabilito l’espresso divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione, divieto che risponde ad una generale norma di correttezza che, peraltro, trova una sua correlazione nei doveri indicati nello Statuto di cui al D.P.R. n. 249/1998.

Si ritiene, infatti, scontato che l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici possa rappresentare un elemento di distrazione sia per chi lo usa, che per i compagni di classe, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente. Per tale ragione l'infrazione del divieto di utilizzo può comportare l’irrogazione di una sanzione disciplinare, allo scopo di prevenire e scoraggiare tali comportamenti.

Le sanzioni che la scuola può attuare vengono stabilite dal proprio regolamento di istituto, quindi, possono variare da un complesso scolastico all'altro. Tuttavia, la forma più comune di sanzione è sicuramente il sequestro del cellulare, quando uno studente lo utilizza durante il corso delle lezioni.

Il sequestro, oltre ad essere espressamente previsto come sanzione all'interno del regolamento scolastico, deve avere una durata limitata, cioè non può mai proseguire oltre il termine dell'attività scolastica e quindi deve essere obbligatoriamente riconsegnato una volta conclusa la singola lezione o al più tardi al termine di tutte le lezioni della giornata, potendo essere dato anche direttamente nelle mani dei genitori, se questo fosse previsto dal regolamento della scuola.

Chiaramente, se un docente dovesse sequestrare lo smartphone di uno studente, non può in alcun modo abusare di tale possibilità: non può "sbirciare" nel cellulare dell'alunno, né costringerlo a mostrare cosa stesse guardando, perché incorrerebbe nella violazione della privacy dello studente.

Da ultimo, inoltre, lo studente non può essere perquisito, nel caso in cui dovesse nascondere il cellulare in tasca o nello zaino, poiché tale prerogativa spetta esclusivamente alle autorità di polizia ed in presenza di determinati gravi reati ovvero su mandato del giudice.
Nel caso in cui il cellulare non dovesse essere restituito, tale comportamento può essere segnalato al preside e anche al Ministero dell'Istruzione, con l'ulteriore possibilità di presentare querela presso i Carabinieri o la Procura della Repubblica.

Il divieto di utilizzo dei cellulari, per quanto spesso venga applicato e commentato solo in relazione agli alunni, si estende anche ai docenti, i quali durante le lezioni non possono utilizzare i cellulari.
Infatti, esistono diverse sentenze delle corti di merito che hanno sanzionato tali comportamenti, in quanto secondo i giudici l'uso del cellulare in classe non appare conforme e coerente con la funzione educativa esercitata e neppure col contratto collettivo di riferimento.
Ciò non vuol dire che un docente possa essere licenziato se usa sporadicamente il cellulare in classe, dovendo sussistere un comportamento costante e ripetitivo, con specifici riferimenti temporali e prove certe dell’infrazione.

Ci sono ovviamente dei casi eccezionali in cui questo divieto non trova applicazione: gli unici casi in cui i cellulari possono essere utilizzati nel corso delle lezioni riguardano le situazioni di emergenza, per mettersi in contatto con la propria famiglia ovvero per esigenze scolastiche e didattiche.

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