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Successione: si possono scegliere gli eredi?

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Il testamento è quello strumento con il quale un soggetto decide cosa ne sarà di tutto il suo patrimonio, a seguito della sua morte, quando si aprirà la successione ereditaria.
All'interno delle famiglie, tuttavia, potrebbe accadere che tra coniugi, ascendenti e discendenti, i rapporti siano deteriorati e per tale ragione, si vorrebbe evitare che i propri beni vengano acquisiti da parenti con i quali non vi siano più legami.
In una situazione di questo tipo, quindi, è lecito domandarsi come destinare la propria eredità oppure se sia possibile, per esempio, che i nonni possano lasciare direttamente tutti i loro beni ai nipoti, escludendo di fatto i propri figli.


Alla morte di una persona si apre la successione e per eredità si intende il patrimonio complessivo di beni, intesi come beni mobili, immobili, debiti etc. che, alla morte del proprietario, viene trasmesso a uno o più soggetti.

All'interno del nostro ordinamento esistono 2 tipologie di successioni:

1. Successione testamentaria: il defunto ha redatto un proprio testamento in vita;

2. Successione legittima: il defunto non ha mai predisposto un testamento oppure è stato dichiarato nullo o annullabile.
In tal caso l'eredità verrà divisa tra quelli che sono chiamati eredi legittimi, senza poter riservare ad altri nessuna quota di patrimonio.

Le varie tipologie di testamento

In presenza di testamento invece, è bene partire facendo alcune distinzioni in quanto ne esistono di diversi tipi, a seconda delle modalità seguite dal testatore nel redigerlo.

Infatti questo documento potrebbe essere:

- Testamento olografo, art. 602 c.c.: è il testamento scritto a mano per intero, sottoscritto e datato direttamente dal testatore. Affinché possa produrre effetti, deve essere portato da un notaio per la pubblicazione;

- Testamento pubblico, art. 603 c.c.: il testatore, davanti al notaio, dichiara le proprie volontà, che verranno scritte dal notaio stesso, in presenza di due testimoni. Dovrà essere redatto secondo le formalità del codice civile e della legge notarile;

- Testamento segreto, art. 604 e ss. c.c.: più che un testamento è un atto vero e proprio, in quanto è formato da una scheda testamentaria, che può essere redatta dal testatore oppure da un terzo, anche con mezzi meccanici e da un verbale di ricevimento del testamento;

- Testamento internazionale: introdotto dalla Legge n. 387/1990, che ha ratificato la Convenzione di Washington e utilizzabile quando una persona voglia fare un testamento che sia valido anche all’estero, senza che sia soggetto ad apostille o legalizzazioni;

- Testamento speciale: sono delle forme testamentarie applicabili in determinati casi specifici, che prevedono alcune deroghe rispetto alle normative comunemente applicabili. Sono i casi previsti dagli artt. 609, 611 e 616 c.c.

Chiarite le varie forme di testamento, è necessario ricordare che l'eredità si suddivide in due quote, le quali non sono altro che la trasformazione in denaro dei beni che compongono il patrimonio del testatore:

- La quota disponibile: è la porzione di patrimonio di cui il defunto può liberamente disporre;
- La quota di legittima: è la porzione che non può essere liberamente disposta dal defunto, ma che soggiace alle regole del Codice Civile.

La volontà del de cuius, infatti, ha un limite, perché la legge riconosce obbligatoriamente ad alcune categorie di soggetti una parte di eredità. Questi vengono definiti eredi legittimari, a loro spetta la quota di legittima e, per tale ragione, possiedono una posizione successoria privilegiata.

Gli eredi legittimari sono:

. Il coniuge o il partner dell’unione civile;
- I figli, anche adottivi;
- Gli ascendenti: ma solo se non ci sono figli o altri discendenti.



La tabella mostra la divisione dell'eredità a seconda delle tipologie di eredi legittimari, esistenti all'interno di un nucleo familiare. Tali divisioni, chiaramente, sono dettate dalle regole successorie previste dal nostro Codice Civile.

La conseguenza di queste norme è quindi molto chiara: il testatore può disporre liberamente solo della quota disponibile, la quale potrà essere liberamente assegnata in eredità a chiunque, anche un soggetto non rientrante nella propria famiglia.

L'eredità ai nipoti: in quali casi

I nipoti, quindi esemplificando, potranno ereditare dai propri nonni solo quando:

- in assenza di testamento: i nipoti ereditano solo se i genitori – figli del defunto – sono deceduti o hanno rinunciato all’eredità.
I nipoti, infatti, avranno diritto a metà dell’eredità se il coniuge del defunto è ancora in vita oppure all’intera eredità se il coniuge del defunto è già morto;

- in presenza di testamento: i nipoti possono ereditare solo dopo che saranno state soddisfatte tutte le quote di legittima e ciò significa che: se per esempio uno dei nonni decide, con testamento olografo, di lasciare la propria casa al nipote, ciò sarà possibile e il nipote la erediterà solo quando gli altri eredi legittimari abbiano ottenuto la quota che spetta loro per legge.

Il testamento dell'incapace di intendere e volere

Da ultimo si ricorda che non tutti possono redigere un testamento, infatti i soggetti considerati incapaci di intendere e di volere non possono validamente disporre per testamento, nemmeno con l’ausilio di un legale rappresentante, poiché il testamento è un atto personale.
Se il soggetto dovesse aver comunque redatto un testamento, l'atto può essere annullato entro cinque anni dagli eredi e da chiunque vi abbia interesse.

Per approfondire leggi anche:

Conviventi e coppie di fatto: l'eredità

Fra ex coniugi e nuovi conviventi chi ha diritto all'eredità?

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