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Bestemmie in pubblico e sui social: quali conseguenze

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Ultimamente si assiste sempre più ad episodi sgradevoli di bestemmie e parole oltraggiose in pubblico che possono offendere terzi che ci circondano quotidianamente; sempre più frequenti sono gli episodi dove i più giovani, per semplice moda, interloquiscono con parole incresciose, tuttavia il nostro ordinamento non lascia passare in sordina questi episodi.


Se si bestemmia si può essere multati?

Recentemente è accaduto che un uomo nella provincia di Savona sia stato multato per aver proferito discorsi blasfemi accompagnando i propri figli presso l’istituto scolastico frequentato; l’uomo di circa 40 anni ha iniziato ad innervosirsi e imprecare non appena alcuni passanti contestavano il parcheggio dell’auto sulle strisce pedonali, atto punito e sanzionato dall’articolo 158 del codice della strada.
Ai primi segni di una possibile rissa, i vigili urbani sono intervenuti placando gli animi e costringendo l’uomo al pagamento di una sanzione amministrativa pari a 100 €.

Quando scatta la sanzione e a quanto ammonta?

La sanzione amministrativa può variare in base alla gravità e alle circostanze andando da un minimo di 51€ fino a un massimo di 309€; la multa può essere inflitta a tutti coloro che utilizzano parole oltraggiose e offensive contro la divinità in pubblico, la Suprema Corte ha inoltre ampliato la sanzione non solo alla religione Cristiano Cattolica ma a tutte le religioni monoteiste, sottolineando l’impegno dello Stato nel salvaguardare e proteggere le minoranze presenti sul territorio italiano e rimarcando il principio di laicità e libertà religiosa dello Stato.

La bestemmia ha rilevanza penale?

La depenalizzazione dell’articolo 724 del Codice Penale del 30 dicembre del 1999 con l’entrata in vigore del decreto-legge 55/1999, ha eliminato la possibilità di reato, spostando la fattispecie da un piano penale a uno amministrativo, cercando di garantire comunque, il rispetto delle regole civili e di buona condotta di un cittadino nella società.

Cosa succede a chi bestemmia sui social network?

Nel mondo digitale la sanzione è praticamente identica alla sfera pubblica, la multa può quindi aggirarsi tra i 51 e i 309€, a seconda della gravità del fatto, tuttavia sono previste aggravanti per chi crea o gestisce una pagina che inneggia alla blasfemia: le pene in questi casi possono andare dai 6 mesi ai 5 anni di reclusione,  secondo l’articolo 415 del Codice penale che integra il reato di “istigazione a disobbedire alle leggi”.

Nelle altre nazioni cosa accade?

La situazione nei vari Paesi del mondo è molto disismile; nelle repubbliche e monarchie più radicali del Medio Oriente quali ad esempio Iran, Afghanistan e Pakistan dove la religione Islamica è predominante e primaria nelle faccende statali, la bestemmia è aspramente punita fino al punto di arrivare alla pena di morte, ancora lecita e in vigore in questi Paesi.

Negli stati dell’Unione Europea, come possiamo immaginare, la situazione è molto più pacifica e libera: alcuni Paesi come Olanda e Danimarca hanno eliminato qualsiasi tipo di sanzione mentre altri come l'Irlanda hanno da poco inasprito le multe per blasfemia.

In ogni caso il Parlamento Europeo ha comunque rimarcato già nel 2007 che la blasfemia non può essere considerata un reato, sulla base degli articoli 9 e 10 della Convezione Europea dei Diritti dell’Uomo.

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