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Assegno unico e universale per famiglie con figli

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Con 224 voti a favore e 4 astenuti il Senato ha dato il via libera alla corresponsione di un assegno unico e universale per tutti i genitori italiani, anche liberi professionisti.
L'assegno portà raggiungere i 250€ in base alle condizioni economiche delle famiglie con figli a carico fino ai 21 anni.


Si sente sempre parlare di scarsa natalità e di criticità riguardanti le condizioni del lavoro femminile; proprio per tentare di trovare una via d'uscita a queste problematiche di carattere socioeconomico è intervenuta la decisione del nostro Governo di disporre questo aiuto economico per tutti i nuclei familiari con figli a carico.

In particolare sono tre gli obiettivi che l'ordinamento intende perseguire con la recente riforma: favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere principalmente l'occupazione femminile.

L'assegno viene qualificato per i due caratteri che gli sono propri: l'universalità e l'unicità.

Innanzitutto la misura è universale perché, sulla base del principio universalistico, vuole garantire l'attribuzione dell'aiuto economico a tutte la famiglie con figli.
In secondo luogo esso è unico perché ricomprende le detrazioni, gli incentivi, gli assegni, gli sgravi e i mini bonus, che sono ad oggi riconosciuti ai genitori italiani e continueranno a essere erogati fino all'attuazione dell'assegno unico e universale. previsti per le famiglie italiane con figli, che resteranno attivi fino all'entrata a regime dell'assegno unico e universale.

Sostanzialmente l'assegno va a sostituirsi a tutte le misure di supporto familiare quali: l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l'assegno di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni fiscali contemplate dal Testo Unico delle imposte sui redditi per i figli a carico, l'assegno per il nucleo familiare e gli assegni familiari contemplati dal TU delle norme sugli assegni familiari.
Vediamo i dettagli riguardanti i soggetti che hanno diritto a riceverlo, i requisiti per la corresponsione, le deroghe e le incertezze sul punto.

A quali soggetti spetta l'assegno unico per i figli?

L'assegno unico e universale è stato pensato proprio per le famiglie con figli.
La regola, quindi, è che il supporto venga riconosciuto a entrambi i genitori nella medesima misura.
Vi sono poi una serie di eccezioni; infatti, in assenza di mamma e papà, il beneficio spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale.

Ancora, in presenza di genitori separati o divorziati, l'assegno spetta di regola al genitore presso cui sono collocati i figli; tuttavia è sempre ammesso che i genitori non più uniti in una relazione stabile si accordino per un diverso criterio di corresponsione, ad esempio ripartendo l'ammontare in due quote.

Un'altra deroga riguarda i figli maggiorenni, dai 18 ai 21 anni, che hanno diritto di vedersi corrisposto direttamente l'assegno purchè appartengano a una delle seguenti categorie: studenti iscritti a un corso professionale o di laurea, tirocinanti o lavoratori con reddito annuo inferiore a una determinata soglia da definire, occupati nel servizio civile o in cerca di un lavoro presso un centro per l'impiego o un'agenzia per il lavoro.

Dettagliatamente, questi sono i requisiti di accesso di cui gli aventi diritto devono disporre:

• possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato non appartenente all'Unione europea o del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
• assoggettamento al pagamento dell'imposta sul reddito nel territorio italiano
• residenza e domicilio con i figli a carico nel territorio italiano e per tutta la durata del beneficio;
• residenza in Italia per almeno due anni, anche se non in modo continuativo, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o determinato purché della durata minima di 2 anni.

Si deve specificare che, al ricorrere di particolari situazioni familiari e solo in via provvisoria, è ammesso che i Servizi Sociali possano derogare ai requisiti che fanno riferimento alla residenza, al permesso di soggiorno, all'accesso e alla cittadinanza; deroga che deve essere concessa da una Commissione nazionale apposita, istituita con decreto del Ministero per la famiglia di concerto con quello del lavoro.

Come viene corrisposto l'assegno unico?

Le opzioni sono due: il credito d'imposta o il versamento mensile di una somma di denaro.

Quando viene corrisposto?

A partire dall' 1 Luglio 2021 l'assegno verrà corrisposto a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento dei 21 anni dei figli, limite derogabile in caso di figli con disabilità.

Esistono misure cumulabili all'assegno?

La risposta è affermativa. Infatti l'assegno unico e universale è compatibile sia con il reddito che con la pensione di cittadinanza, anche se ovviamente nel calcolo viene conteggiata la quota del beneficio di cittadinanza spettante ai minori.
Inoltre esso è compatibile con gli aiuti erogati dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli altri enti locali.
Ancora, è possibile per i genitori di figli disabili fare domanda per altri supporti dedicati specificamente ai figli affetti da disabilità; va da sè che, sulla stessa linea, la misura è compatibile con le borse lavoro che hanno lo scopo d'includere o avvicinare i disabili al mondo del lavoro.

Come viene calcolato l'importo dell'assegno unico per i figli?

L'assegno sarà riconosciuto in misura variabile in base al variare dall'ISEE, al numero dei figli e alla loro età, considerando che ai ragazzi maggiorenni spetterà sicuramente una cifra inferiore rispetto a quanto previsto in favore dei minori.
Insomma, le modalità operative dell'assegno sono chiare solo in linea generale e si rimane in attesa di altri decreti che meglio organizzino la ridistribuzione delle risororse stanziate, che, a quanto pare, in sede di votazione, sono state giudicate insufficienti per il fine di universalità che si intende perseguire.

Infine si segnala che l'importo dell'assegno sarà maggiorato rispetto a quello previsto per i figli minorenni e per quelli di maggiore età a carico se ricorrono le seguenti ipotesi:
• se nascono altri figli dopo il secondo;
• se le madri hanno un'età inferiore ai 21 anni;
• se nascono figli con disabilità. In loro favore è prevista una maggiorazione non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, che varia in base al grado della disabilità. La sola maggiorazione viene a cessare quando il figlio disabile raggiunge i 21 anni di età, sempre che sia ancora a carico dei genitori.

Per approfondire leggi anche:

Assegno unico al via: i dettagli del contributo senza limiti ISEE

Decreto lavoro: dal reddito di cittadinanza all'assegno di inclusione

Assegno per il nucleo familiare - guida completa


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