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A Milano divieto di fumo all'aperto: svolta eco o lotta al Covid?

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Accelerazione a Milano sul provvedimento relativo al divieto di fumo all'aperto, una misura che potrebbe ricalcare quella di paesi virtuosi come la Svezia ma introdotta anche recentemente in Spagna per contrastare la diffusione del Coronavirus.


E' stato accertato con buona probabilità che il fumo all'aperto aumenti il rischio di contagio da COVID19; in particolare in Spagna, nella regione della Galizia, si è proceduto a proibire il fumo di sigaretta all'aperto se non vi è la distanza di almeno due metri: il problema sono principalmente le goccioline che il fumatore diffonde nell'aria.

Questa circostanza ha probabilmente “anticipato” anche in Italia l'approvazione del divieto di fumo all'aperto, una misura che era già da tempo in fase di elaborazione ricalcando misure analoghe già in vigore in Svezia e in alcune delle principali metropoli mondiali.

In particolare, il Comune di Milano, ancora una volta, diventa la città più attiva nella lotta contro l’inquinamento vietando il fumo all’aperto con un regolamento denominato Aria-Clima che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

A stabilirlo è la delibera del Regolamento per qualità dell’aria già passata dalla Giunta e che lunedì 2 novembre è già approdata al Consiglio comunale.

Il divieto di fumo è previsto in primis alle fermate dell’autobus e dei tram (entro 10 metri), nei parchi e in tutte le aree verdi, nelle strutture sportive (stadi, spalti), nelle aree attrezzate destinate al gioco e alle attività per i bambini, nelle aree cani e nelle aree cimiteriali per poi estendersi alle code dinanzi ai servizi pubblici al fine di arrivare entro il 2030 a un divieto generale di fumo all’aria aperta.

Tale provvedimento ha un duplice significato: da una parte aiuta a ridurre il Pm10 (particelle inquinanti nocive per i polmoni), dall’altra effettuare anche un’operazione di prevenzione alla salute, fondamentale in questo momento anche a causa della pandemia in corso.

In molti si domandano però se queste nuove regole potranno gravare anche sulla possibilità di fumare in auto da parte degli automobilisti. Già in Italia, dal 18 gennaio 2016, è fatto totale divieto di fumare sia al conducente del veicolo, che a tutti i passeggeri a bordo, se all’interno dello stesso sono presenti minori e/o donne in stato di gravidanza. La legge prevede multe salate per chi non rispetta tali divieti, con sanzioni che vanno da 27,5 euro fino a 550 euro.

La nuova delibera al centro del dibattito negli ultimi giorni potrebbe pertanto estendere questo divieto anche ai conducenti che si trovano da soli a bordo del proprio autoveicolo; è sempre attiva, infatti, la nuova campagna di sensibilizzazione contro il tabagismo proposta da Federfarma Lombardia grazie alla campagna “Spegni la Sigaretta e Accendi la Salute”.

Nonostante l’intenzione di ridurre i fumatori e i danni del fumo passivo, a qualcuno la delibera non è piaciuta, più che altro per la tempistica: secondo il Consigliere comunale Gianluca Comazzi 'Milano in questo momento ha altre priorità a causa dell’emergenza Covid-19: implementare le corse dei mezzi pubblici, intensificare i controlli e aiutare i settori in difficoltà.'

In realtà, come abbiamo visto sopra, il divieto di fumo all'aperto è al momento anche legato alla prevenzione dei contagi da COVID19 pertanto si ritiene che la tempistica dell'approvazione di questo divieto sia opportuna e, si spera, efficace.



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