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Family act: tutte le misure a sostegno di famiglie, donne e ragazzi

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Il “Family Act”, un pacchetto di numerose misure per la valorizzazione e il sostegno delle famiglie, ha ottenuto il via libera all’unanimità della Camera; si attende ora il via libera anche del Senato per l'entrata in vigore definitiva.


Il Family Act prevede una riforma degli strumenti a sostegno delle famiglie mettendo ordine fra i sussidi attuali, introducendo nuovi sostegni anche per studenti universitari e potenziando la conciliazione famiglia-lavoro, con particolare attenzione alla parità di genere, prevedendo il congedo obbligatorio di 10 giorni per i papà, due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore e indennità INPS per le mamme che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria.

Uno dei punti fondamentali su cui si basano queste riforme consiste nell’assegno unico e universale ai figli fino a 21 anni.

L’assegno ha l’obiettivo di garantire un aiuto alle famiglie numerose attribuendo una somma mensile a ogni famiglia per ciascun figlio con una maggiorazione in caso di terzo bambino.; l'importo di tale assegno, che si prevede compreso tra i 150 e i 200 euro mensili, verrà corrisposto in varie modalità fino al compimento del ventunesimo anni di età dei figli.
Le famiglie che hanno figli disabili possono godere di una maggiorazione che va dal 30% al 50% estesa a tutto l’arco della vita, quindi oltre i 21 anni.
Tale garanzia scatta a partire dal settimo mese di gravidanza e l’ammontare è stabilito in base alla condizione economica del nucleo familiare; per meglio definire l’importo sarà agganciato all’Isee tenendo conto anche dell’età dei figli a carico.
In caso di separazione legale o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, in mancanza di accordo, l’assegno verrà erogato al genitore affidatario; nel caso di affidamento congiunto o condiviso l’assegno sarà, invece, ripartito, sempre in mancanza di accordo, nella misura del 50% tra i genitori.

L’assegno unico potrà essere richiesto per i cittadini Ue ed extra Ue, sono però previsti dei limiti per il riconoscimento del beneficio: avere il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale, pagare l’Irpef in Italia, vivere con i figli a carico nel nostro paese ed essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale.

Vediamo ora nel dettaglio come si accede alle misure previste dal “Family Act”:

- Assegno universale: per ora non si è a conoscenza delle modalità di richiesta;

- Congedo di paternità: per poter usufruire dei giorni di congedo il padre lavoratore dipendente deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione; nei casi di pagamento diretto da parte dell’INPS, la domanda si presenta online all’Ente attraverso il servizio dedicato; in alternativa si può fare domanda tramite Contact Center o a enti di patronato e intermediari dell’Istituto;

- Congedi parentali: la novità è che il congedo parentale di due mesi diventa non cedibile all’altro genitore, ovvero non si avrà più la possibilità di scegliere di far utilizzare l’intero congedo a uno solo dei due genitori. La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS telematicamente, eventualmente con il supporto dei Contact Center o dei patronati;

- Permessi retribuiti: Vengono introdotte cinque ore di permesso retribuito in più per recarsi al colloquio con i professori e per partecipare in maniera attiva al percorso di crescita dei propri figli. Il permesso va comunicato, con preavviso, al datore di lavoro.

- Incentivi al lavoro femminile: si prevedono agevolazioni fiscali per servizi domestici di ausilio ai figli o a familiari non autonomi, astensione retribuita per la malattia dei figli, meccanismi premianti per i datori di lavoro che attuano modalità di lavoro flessibile sul fronte della conciliazione con la vita privata e nuove risorse al Fondo PMI per le startup femminili;

- Smart working: viene incentivato il ricorso allo smart working, concesso in modo prioritario alle lavoratrici madri fino alla maggiore età del figlio e ai genitori con figli fino a 14 anni;

- Istruzione e autonomia dei figli: sono previste agevolazioni fiscali, esenzioni, deduzioni dall’imponibile o detrazioni d’imposta sul reddito delle spese sostenute o istituzione di un credito vincolato a tale scopo, agevolazioni fiscali per l’acquisto di libri di testo universitari e nuove detrazioni per l’affitto di studenti o giovani coppie fino a 30 anni.

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