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Assenza dal lavoro per coronavirus: ferie o malattia?

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Quarantena, disposizioni delle autorità o timore di contagio, vediamo come gestire in questi casi le assenze dal lavoro

Nel caos di questi giorni capita di vedere aziende che sospendono immediatamente l'attività, altre costrette ad aprire solo a determinati orari, lavoratori che non si presentano al lavoro solo per timore e altri a cui viene imposto il regime della quarantena; facciamo chiarezza.

Sostanzialmente si possono dividere le assenze in base a 5 diverse motivazioni:
 
1- Assenza per provvedimento di sospensione da parte della pubblica autorità
2- Assenza per sospensione decisa dall'azienda
3- Assenza di lavoratore residente o domiciliato in comune in quarantena (zona rossa)
4- Assenza per timore di contagio
5- Assenza per necessità familiari

- Assenza per provvedimento di sospensione da parte della pubblica autorità
In questo caso la chiusura dell'esercizio o attività produttiva viene imposta dall'autorità, pertanto l'assenza del lavoratore è sicuramente giustificata.
Per quanto possibile sarebbe meglio ricorrere allo smaltimento delle ferie, in quanto assenze retribuite, oltre ad eventuali ammortizzatori sociali attivati dal datore di lavoro (esempio cassa integrazione)
Teoricamente in questo caso potrebbe configurarsi una impossibilità lavorativa per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore, ma sarebbe una assenza giustificata senza retribuzione.


- Assenza per sospensione decisa dall'azienda
L'azienda, in questo caso, decide autonomamente di sospendere l'attività lavorativa pertanto vanno comunque retribuiti i dipendenti disponibili allo svolgimento delle mansioni.
In questa situazione è preferibile attuare, ove possibile, strumenti di lavoro remoto, altrimenti chiamato smart working, che per alcune categorie consente il lavoro da casa garantendo la produttività


- Assenza di lavoratore residente o domiciliato in comune in quarantena (zona rossa)
Provvedimento al momento sospeso in quanto tutto il territorio italiano viene considerato zona arancione ed è possibile circolare solo dietro presentazione dell'autocertificazione e per motivi di estrema necessità.
Per quanto riguarda i provvedimenti di quarantena individuale a domicilio, imposta dall'ASL o volontaria, l'assenza è equiparata a una malattia pertanto garantisce normalmente l'indennità da parte dell'INPS e del datore di lavoro
 
 
- Assenza per timore di contagio
Se il lavoratore, in assenza di provvedimenti da parte delle autorità o decisioni da parte dell'azienda, arbitrariamente decide di assentarsi dal lavoro per timore di contagio va incontro a potenziali conseguenze disciplinari in quanto la fattispecie rientra nelle assenze ingiustificate dal lavoro.


- Assenza per necessità familiare
In conseguenza della chiusura delle scuole, il dipendente che non ha la possibilià di affidamento del figlio minore ad alcuno, è costretto ad assentarsi dal lavoro.
Le soluzioni in questo caso sono quelle di ricorrere al congedo parentale, che può essere utilizzato entro il compimento del 12 anno di vita del bambino, altrimenti dovrà ricorrere a ferie e permessi, sempre in assenza di soluzioni previste dall'azienda quali servizi di nursery, babysitting e simili

Per approfondire leggi anche:

Coronavirus: cosa comporta la violazione dell'obbligo di quarantena

Caduta dalle scale in smart working: è infortunio sul lavoro


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