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Il figlio maggiorenne che non vuole lavorare non ha diritto al mantenimento

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Tempi duri per i figli sfaticati dopo una recente sentenza; dovranno cominciare a rimboccarsi le maniche

Interessante decisione al Tribunale di Cassino che con la sentenza 465/18 ha stabilito il seguente principio: il diritto al mantenimento del figlio perdura fino a quando il mancato raggiungimento dell’autonomia economica non dipenda dalla sua condotta negligente.

Cosa significa?
Che, nel momento in cui un figlio studia o lavora ma a causa di fattori indipendenti dalla sua volontà non riesca a mantenersi, spetta ad i genitori la corresponsione di un assegno di mantenimento.
Diversa invece è la situazione del figlio che a causa della sua negligenza non riesca a raggiungere l’indipendenza economica.

Nel caso di specie, il Tribunale di Cassino ha rigettato la domanda di un figlio maggiorenne che, appena uscito dal carcere e privo di dimora, chiedeva di essere mantenuto dai genitori; mamma e papà invece chiedevano il rigetto della domanda poiché dalla condotta del figlio non era emersa alcuna volontà di trovare un posto di lavoro.
Al figlio pertanto non è rimasto altro da fare che cercarsi una casa e un lavoro per cominciare a provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

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