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Rapporto conflittuale tra ex coniugi: il ruolo del coordinatore genitoriale

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Al fine di tutelare il benessere psicofisico dei figli si rende sempre pù spesso necessaria la nomina di una figura super partes istituita per gestire le conflittualità e le criticità tra genitori.

La figura del coordinatore genitoriale nasce negli anni '90 in America e si diffonde nel nostro ordinamento solo recentemente, tant’è che ad oggi non vi è ancora una norma che disciplini questo particolare ruolo.
Procediamo ora ad un’attenta analisi degli aspetti fondamentali che caratterizzano la figura del coordinatore genitoriale.

Chi è il coordinatore genitoriale e che cosa fa?

È un soggetto terzo, imparziale, competente, professionale e formato sulle questioni relative agli accordi di separazione, che ha l’obiettivo di aiutare le parti ad attuare un programma di genitorialità, favorendo inoltre la cooperazione e il dialogo tra i genitori.

La finalità da perseguire è quella di tutelare il benessere psicofisico del minore, supportando i genitori litigiosi e cercando di risolvere e superare i contrasti, evitando quelle che possono essere le conseguenze dannose del conflitto per i figli.
Qualora il coordinatore familiare dovesse ravvisare violenze o maltrattamenti nei confronti del bambino adotterà le opportune misure di tutela e per prima cosa avviserà i servizi sociali e le autorità competenti.

Quali sono gli incarichi e i poteri del coordinatore genitoriale?

Nei casi in cui il coordinatore viene nominato dal giudice durante un processo di separazione o di divorzio, i poteri e gli incarichi derivano direttamente dal provvedimento del giudice.

Può accadere anche che l’incarico venga affidato direttamente dai genitori, i quali si rivolgono, tramite un libero accordo, a un soggetto super partes al fine di dirimere le controversie.

Cosa dice la giurisprudenza in tema di coordinatore genitoriale?

Fondamentali in questo ambito sono due provvedimenti:

- il primo del Tribunale di Milano del 2016, con il quale il giudice procede alla nomina di un coordinatore familiare al fine di garantire alla figlia un’equilibrata crescita psicofisica, messa a repentaglio dall’alta conflittualità tra i genitori.
È il decreto di nomina a indicare espressamente i poteri e gli incarichi del coordinatore, nonché la durata dell’incarico e il compenso a carico dei genitori;

- il secondo del Tribunale di Mantova del 2017, con il quale il giudice, anche in questo caso, procede alla nomina di un coordinatore familiare al fine di monitorare lo svolgimento dei rapporti genitori/figli.

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